Rettificatrice per dischi freno GRANDISK per Autovetture - "Brembina"



SCHEDA TECNICA

Marca/Produttore: Brembo
Modello: BB-350
Anno e Luogo fabbricazione: 1965, Bergamo
Potenza Motore: 3 kW
Materiali di costruzione: Telaio in fusione di ghisa, parti utili in bronzo e acciaio, Carter in lamiera
Peso: 300 kg
Misure: 150 x 80 x 180 cm
Donato da: Brembo




La GRINDISK è una macchina appositamente studiata e realizzata per la rettifica dei dischi dei freni a disco. Il disco freno è la parte rotante, solidale con la ruota, dell’impianto frenante di una autovettura. Questa macchina utensile è stata progettata, costruita ed utilizzata da Brembo dalla seconda metà degli anni ’60 per la produzione di dischi freno; poi gradualmente è stata sostituita da rettificatrici automatiche. Ora i dischi freno per autovetture sono, nella maggior parte dei casi, torniti sulle piste frenanti; la precisione dei torni moderni consente di rinunciare all’operazione di rettifica, salvo i casi in cui il Cliente chiede i dischi rettificati. La macchina offre il particolare vantaggio di compiere l'operazione su entrambe le facce piane dei dischi senza necessità di rimuovere gli stessi dalla posizione di primo fissaggio, il che consente di ottenere il perfetto parallelismo tra i due piani rettificati. La macchina è stata progettata e costruita nella sede Brembo di Paladina , successivamente trasportata nello stabilimento per lavorazione dischi di San Giovanni Bianco dove è rimasta in produzione per la finitura superficiale delle fasce frenanti sui dischi freno fino al 2005.



La macchina ha due mandrini verticali, rigorosamente paralleli fra di loro: sul primo viene fissato il disco da rettificare, l'altro porta l'utensile di lavoro: mola a settori. Dimensionamento e comandi sono stati studiati in modo da ottenere il risultato voluto, senza l'impiego di un rettificatore qualificato. Il mandrino porta-pezzi è dotato di un movimento di oscillazione intorno al proprio supporto con relativo bloccaggio nella posizione desiderata e consente la ricerca del diametro di totale ricoprimento con la mola della fascia da rettificare del disco. Anche il mandrino porta-mola è dotato di movimento di oscillazione; inoltre ha movimento di alimentazione ovverossia di avvicinamento della mola alla superficie del disco, con possibilità di spostamenti micrometrici a lettura centesimale su apposito tamburo abbinato al volantino di comando. Il basamento è costituito da una robusta e rigidissima fusione in ghisa sottoposta a trattamento di invecchiamento e munita di nervature: ciò comporta di poter sopportare ogni sforzo di lavoro o di movimento, senza che ne sia minimamente compromesso il parallelismo dei due mandrini. Gli alberi dei mandrini sono portati da speciali cuscinetti conici con punti di lubrificazione obbligata. Misure elettriche di prevenzione sono state prese adottando impianti di alimentazione stagni e portando all’esterno della macchina, raggruppati in una fusione, gli interruttori di comando. I Motori sono di tipo flangiato verticali chiusi a tenuta stagna e ventilazione esterna. Un Carter in lamiera rinforzata, montato sulla base, consente una sicura protezione dell'operatore in fase di lavoro (uno sportello anteriore ne permette l'accesso e l'ispezione) Ogni dispositivo e gruppo meccanico è protetto contro la polvere e l'umidità con accorgimenti vari, soprattutto Carter e speciali vernici. In particolare, la vite verticale e la colonna del gruppo mola sono protette con manicotti a ventosa in gomma.




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