L’Istituto Tecnico Industriale di Stato "Pietro Paleocapa" e le sue origini
Fino ad oggi quando si narrava la storia dell’Istituto Tecnico Paleocapa, si partiva dalla trasformazione della
Fabbrica di Auto Esperia in scuola tecnica, ma quasi mai si è parlato della nostra scuola partendo dalla prima
metà del secolo XIX e cioè da quando tale scuola incominciò la propria storia in parallelo con l’inizio dell’Era
Industriale.
Nel corso della sua storia secolare l’Esperia ha formato - finora - oltre 15.000 Periti Industriali ed un numero
difficilmente calcolabile (forse stimabile in oltre 40.000 unità) di studenti frutto di corsi vari, tra cui gli
indimenticabili "Corsi per Maestranze" noti ai più come "Corsi domenicali".
La genesi dell’Esperia inizia nel 1849 allorquando nella città di Bergamo si costituì la Scuola Serale di Disegno
per operai, voluta e realizzata con i contributi dalla Società di incoraggiamento per l’Industria Manifatturiera.
Con l’unità d’Italia, anche nella provincia di Bergamo nacque una stimolante ventata tecnico/umanistica e così il
25 gennaio 1863 la Scuola per operai divenne Istituto Tecnico di seconda classe e l’anno successivo, con enfasi
nazionale, nacque l’Istituto Reale di Mineralogia e Metallurgia, rilasciando (tra i primi in Italia) il diploma
di "Perito nell’industria mineraria e metallurgica".
È necessario contestualizzare storicamente le fasi dello sviluppo del nostro Istituto poiché è mia intenzione
sottolineare il doppio legame che ha sempre caratterizzato l’evoluzione industriale della provincia bergamasca
e le sorti della principale scuola tecnica nella Città dei Mille.
Nell’anno scolastico 1878-79, a Bergamo, venne costituito il Regio Istituto Vittorio Emanuele II, che senza mezzi
termini può essere definito il padre della nostra Esperia. Pochi anni dopo, ossia nel 1885, in città esordì un
distaccamento denominato Regio Istituto Tecnico Vittorio Emanuele II, caratterizzato dalla presenza delle
specializzazioni di meccanica e di chimica. Nel quadro dell’offerta formativa tecnica statale, la sezione industriale
di Bergamo rappresentava un’esperienza unica in Italia, in quanto era il solo Istituto (siamo nel 1885) alle dipendenze
del Ministero della Pubblica Istruzione che fosse organizzato su cinque anni di corso e gestito secondo i caratteri di
una scuola-officina: il che costituiva l’attuazione dell’idea di scuola integrale, tanto cara ai fautori delle tesi
industrialisticohe, sempre più in voga in quegli anni.
Nel 1888 nacque la richiestissima sezione di filatura/tessitura e nel 1902 quella di tintoria. L’Istituto, che
successivamente sarà attribuito all’Ing. Paleocapa, vide ufficialmente i natali per mezzo del Regio Decreto n° 1273
del 27 aprile 1924, ed alla scuola fu inizialmente attribuito il nome di Regio Istituto Industriale di Bergamo. Senza
perdere tempo, l’ente morale denominato "Consorzio pro Scuole Industriali di Bergamo" raccolse in pochi mesi i
contributi per l’individuazione e il trasferimento delle varie sedi sparse nella città, in una nuova grande unica sede,
autonoma e sufficientemente ampia.
Il Regio Istituto Industriale di Bergamo giunse in via Gavazzeni (ossia nella sede odierna) tra il 1925 ed il 1926,
riunendo le varie sezioni, sparse in quattro distinti siti cittadini. Furono così definitivamente abbandonate le vecchie
sedi: in Piazza Vecchia (ora Biblioteca Angelo Maj), in via Pradello/Masone (ora sede del Provveditorato agli Studi),
in via Tassis ed in via del Conventino. Con notevole sforzo, non solo economico, venne dapprima riconvertita una vecchia
fabbrica (originariamente costruita tra il 1880 e il 1890): l’immensa area era caratterizzata da un fronte di uffici
(rivolto verso l’attuale via Gavazzeni, che collegava Bergamo con l’allora comune di Boccaleone), da un’ampia copertura
a shed adibita a officine e reparti di lavorazione; vi era anche una grande caldaia con annessa ciminiera di scarico dei fumi,
due viali alberati, due depositi, gli eleganti uffici dei proprietari. Successivamente, sempre e solo grazie ai contributi
economici del "Consorzio pro Scuole Industriali di Bergamo" furono attrezzate a nuovo le aule e i laboratori. Mi piace
ricordare che alcune macchine di filatura, fino a pochi anni orsono ancora presenti nell’omonimo laboratorio, riportavano
il 1927 quale anno di costruzione, e, all’epoca, giunsero nuove nel nostro Istituto. La fabbrica dismessa, la "S.A.L. -
Società Automobili Lombarda" , era una ex grande carrozzeria, gloriosa azienda bergamasca che fu fortemente apprezzata
in Italia, ma anche in Europa e negli USA per l’originalità e il prestigio dei suoi modelli. L’Azienda era nata sul finire
del XIX secolo e, dopo uno strepitoso successo iniziale, nel primo dopoguerra dovette cedere i brevetti e chiudere i battenti
confluendo nel gigante FIAT, anche a causa della coercitiva conversione produttiva generata dalle vicende della prima guerra
mondiale. Produceva anche autovetture, tra cui la mitica Esperia (un modello di auto nota alla cronaca dei tempi per la sua
affidabilità dimostrata anche in una Parigi - Pechino pre-bellica). Da qui il soprannome Esperia, che l’odierno I.T.I.S.
Paleocapa porta orgogliosamente con se.
Nell’attuale Esperia, poche sono le testimonianze storiche, indenni, risalenti ala fine del XIX secolo, ancor oggi visibili:
- La nobile palazzina degli uffici , riservata alla proprietà: oggi in via Europa, a fianco dell’ingresso del Pronto Soccorso
della Clinica Gavazzeni, e riconoscibile dalla riproduzione di una ruota da camion, posta nelle facciate nord e sud del piccolo
edificio rimasto immutato nel suo involucro;
- Il camino di scarico dei fumi , ribassato alcuni anni orsono per rischio di crollo, e ora monco;
- I filari di piante che conducono dalla casa del custode, verso la zona della vecchia fonderia e l’uscita verso Boccaleone;
- L’ex palestrina , soprannominata chiesetta (al confine con l’Istituto Giulio Natta);
- I tamponamenti verticali dell’officina (in mattoni pieni e con le finestrature originali) posti sia verso l’attuale palazzina
d’ingresso, sia di fronte alla palazzina laboratori di chimica (in uso al Natta), sia sul lato est (di fronte alla casa del custode).
Tra gli ultimi a sparire: il serbatoio rialzato, contenente la cisterna dell’acqua di alimentazione della caldaia a vapore,
che è stato abbattuto solo recentemente. Tornando a noi, nel 1935, con apposito provvedimento ministeriale, l’Istituto venne
autorizzato a intitolarsi a Pietro Paleocapa, a ricordo di quel Pietro Paleocapa, che nacque a Nese (ora territorio del comune
di Alzano Lombardo) nel 1787, e morì a Torino nel 1869: ingegnere, patriota, insigne collaboratore di Manin e di Cavour, ministro,
tecnico e scienziato cui si devono opere di importanza internazionale nel campo dell’idraulica e delle costruzioni.
Liberamente tratto da articolo di: Ezio Carissoni in ESPERIA Rivista Ass. Ex Allievi ITIS P. Paleocapa, Bergamo - Anno 96° - Maggio 2016
APPARATI
Chi era Pietro Paleocapa?
S.A.L. - Società Automobili Lombarda